Le dichiarazioni di De Siervo di qualche giorno fa hanno fatto discutere. Valutiamo insieme i pro ed i contro delle sue dichiarazioni.

L’amministratore delegato della Lega Serie A, Luigi De Siervo, è intervenuto qualche giorno fa in occasione di un evento alla vigilia della finale di Coppa Italia, toccando varie tematiche, specificando che per quanto riguarda la contemporaneità delle partite di Serie A per le ultime giornate: “Questa è una norma superata negli anni. Ricorderete che le partite che si giocavano in contemporanea negli ultimi turni erano in passato quattro giornate, poi tre, poi due poi una. Questo è un fatto semplicemente fisiologico, non si può giocare tutti insieme. Si è cercato nell’arco di un campionato di rispettare una serie di avvicendamenti, non ci vedo nulla di strano. E’ una classica e fisiologica discussione che avviene ogni anno. Cambiano le squadre, ma questa cosa non cambi”.
Non sono passate inosservate queste dichiarazioni, visto che De Siervo sembra dare per scontato l’inutilità di giocare in contemporanea, come se fosse una soluzione inadatta, ormai inadeguata coi giorni nostri. Ci saremmo aspettati più trasparenza e chiarezza dall’amministratore delegato della serie A.
Ad esempio, sarebbe stato coerente dichiarare che il calendario è frammentato dalla prima all’ultima giornata, le partite sono distribuite dal venerdì al lunedì per soddisfare le esigenze economiche delle PayTV.
Nelle ultime settimane si è sollevato infatti un dibattito acceso tra appassionati, addetti ai lavori e puristi del calcio. La pratica attuale, pur garantendo ingenti introiti ai club grazie ai diritti televisivi, presenta non pochi svantaggi, specialmente nelle fasi cruciali della stagione.
La contemporaneità delle partite nelle ultime giornate garantisce che tutte le squadre affrontino le proprie gare senza conoscere i risultati delle rivali. Questo aspetto è cruciale per mantenere alta la competitività e assicurare che ogni squadra dia il massimo, indipendentemente dalla posizione in classifica.
Inoltre, giocare tutte le partite in contemporanea aumenta l’adrenalina e l’emozione per i tifosi. Le radio e le trasmissioni in diretta che aggiornano costantemente sui risultati in tempo reale creano un’atmosfera unica e coinvolgente, ricca di suspense e colpi di scena.
Infine, con i match in contemporanea, nessuna squadra può trarre vantaggio da una situazione di classifica già definita. Ogni punto guadagnato o perso ha lo stesso peso e valore, eliminando il rischio di partite giocate senza motivazione o di risultati “pilotati”.
Naturalmente siamo consapevoli dei tanti vantaggi di un calendario frammentato. Le PayTV investono enormi somme per i diritti di trasmissione e preferiscono avere una programmazione distribuita per massimizzare l’audience e gli introiti pubblicitari. La concentrazione delle partite in un’unica fascia oraria potrebbe ridurre il valore commerciale dei diritti televisivi.
Infatti, con partite giocate in simultanea, molte gare di minore importanza o squadre meno blasonate potrebbero ricevere meno attenzione mediatica. La copertura diffusa permette una maggiore esposizione per tutte le squadre, non solo per le big.
Poi, organizzare tutte le partite nello stesso giorno e alla stessa ora può rappresentare una sfida logistica notevole, soprattutto in termini di gestione della sicurezza e del controllo delle folle. In uno scenario di simultaneità, gli sforzi delle forze dell’ordine devono essere moltiplicati.
In conclusione, sebbene la frammentazione del calendario risponda a esigenze economiche e di marketing, la contemporaneità delle partite nelle ultime giornate della Serie A è essenziale per salvaguardare l’integrità e l’equità della competizione. Resta da trovare un equilibrio tra le necessità finanziarie dei club e l’esigenza di mantenere intatta l’essenza sportiva del calcio.